Come scegliere un consulente SEO senza farsi male
Il settore è pieno di promesse non verificabili. Sette domande da fare prima di firmare e quattro risposte che dovrebbero farvi chiudere la porta.
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La SEO ha una caratteristica scomoda: chi la compra spesso non ha gli strumenti per valutarla. Questo testo serve a valutare anche noi, e va bene così.
Le domande da fare
- «Su quali numeri misureremo il risultato?» Se la risposta parla solo di posizionamenti e non di contatti o fatturato, il progetto non è collegato al vostro business
- «Chi eseguirà materialmente il lavoro?» Sapere se la persona in riunione sarà la stessa che opera cambia molto
- «Cosa succede se dopo sei mesi non si muove nulla?» Una risposta seria esiste, e va ottenuta prima di firmare
- «Mi mostrate un audit che avete fatto per un altro cliente?» Anche anonimizzato, dice tutto sul livello di profondità
- «Quali interventi farete nei primi trenta giorni?» Chi non sa rispondere non ha ancora guardato il sito
- «Il lavoro prodotto resta mio se ci separiamo?» Contenuti, accessi e documentazione devono restare vostri
- «Lavorate con miei concorrenti diretti?» La risposta deve essere netta
I segnali di allarme
- Garanzia di prima posizione: nessuno controlla l’algoritmo, chi lo promette sta mentendo o punta su ricerche senza volume
- Prezzi molto bassi con «pacchetto completo»: a 300 € al mese si comprano due o tre ore di lavoro, non una strategia
- Report pieni di metriche che non c’entrano con le vendite: servono a riempire pagine, non a decidere
- Nessuna domanda sul vostro business durante il primo incontro: chi non chiede come guadagnate non può aiutarvi a guadagnare di più
Cosa è ragionevole aspettarsi
Segnali tecnici in sei-otto settimane, risultati commerciali tra il quarto e il sesto mese, e una relazione onesta anche quando i numeri non si muovono. Se qualcuno vi promette molto di più in molto meno tempo, chiedetegli di scriverlo nel contratto: la disponibilità a metterlo nero su bianco è già una risposta.
SEO tecnica: la parte che decide se tutto il resto funziona
Le domande che ci fanno sulla scelta di un consulente SEO
Se la vostra non è in elenco, scrivetecela: rispondiamo entro ventiquattro ore.
Sotto i cinquecento euro al mese si comprano poche ore di lavoro, che in pratica significano qualche ritocco ai titoli e un report automatico. Non è una truffa, è un servizio diverso. Da noi l’audit tecnico parte da 600 € e il lavoro continuativo da 550 € al mese: le cifre sono pubbliche proprio perché il confronto si possa fare prima di sentirsi.
Una volta al mese, con una chiamata e un documento che dica cosa è stato fatto, cosa si è mosso e cosa no. Il punto però non è la frequenza: è che gli account di Search Console e Analytics restino intestati a voi. Se i dati passano solo filtrati da chi li produce, non state valutando il lavoro, state leggendo la sua presentazione.
Una durata minima ha senso, dodici mesi di vincolo no. Sotto i sei mesi i risultati organici non sono ancora visibili e paghereste un lavoro che non potete giudicare: quello è il tempo minimo ragionevole. Oltre, il vincolo serve a chi vende, non a voi. Dopo i primi sei mesi si dovrebbe poter andare avanti un mese alla volta.
Fissando i numeri di partenza prima di cominciare e separando le ricerche che contengono il vostro nome da tutte le altre. Il traffico di marca cresce per ragioni che con la SEO spesso non c’entrano (una fiera, una campagna, il passaparola) ed è il modo più comune di far sembrare buono un lavoro che non lo è. Chiedete anche che ogni intervento sia annotato con la data: senza, nessuno può collegare una causa a un effetto.